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Una guida sull'integrazione del riscaldamento a pavimento con il solare termico.

Riscaldamento a pavimento con pannelli solari

Una chiara tendenza che si sta sviluppando nelle preferenze dei consumatori è quella dell’uso del riscaldamento a pavimento con pannelli radianti in combinazione con i sistemi di riscaldamento ad energia solare dell’acqua.

 

Riscaldamento a pavimento e solare termico

Gli impianti di riscaldamento ad energia solare dell’acqua calda sono compatibili con i sistemi a pavimento radiante per una serie di motivi:

 

  • Il sistema a pavimento radiante richiede temperature dell’acqua idonee a quelle che il sistema a fonte solare può generare anche in inverno, anche in luoghi dove c’è poca insolazione.

 

  • Gli impianti solari possono convivere anche con sistemi fotovoltaici per la produzione di elettricità, in caso di pannelli solari ibridi si potrà realizzare un sistema termico e fotovoltaico in un solo impianto.

 

  • Il sistema ad energia  solare per la produzione di acqua calda in caso di poca insolazione può convivere con caldaie a combustione per generare risparmio energetico oppure con condizionatori a pompa di calore, per maggiori informazioni sull’ installazione dei condizionatori ti consigliamo di visitare https://www.ricaricacondizionatori.eu/.

 

L'installazione di un impianto a solare termico.

 

Com’è fatto un impianto solare termico?

I componenti di un impianto solare termico includono:

 

  • Collettori solari, piani oppure hot pipe sottovuoto.

 

  • Un serbatoio di accumulo con più scambiatori di calore interni che consentono al sistema solare di immettere calore nel serbatoio e altri che consentono al sistema a pavimento radiante di estrarlo.

 

  • Un sistema di controllo che coinvolge una serie di sensori per monitorare la temperatura nei collettori e nel serbatoio di stoccaggio, tutto ciò per garantire che il sistema trasferisca la massima quantità di calore dai collettori al serbatoio.

 

  • Una fonte di calore di riserva, caldaia o resistenza elettrica nel serbatoio, per generare acqua calda quando il sistema solare non è in grado di soddisfare la domanda.

 

Come integrare solare termico e riscaldamento a pavimento

Molte case combinano il riscaldamento solare dell’acqua con il calore radiante a pavimento.

Il sistema a pavimento radiante comprende:

  • Tubi radianti a pavimento, tipicamente tubo in plastica PEX da 1/2 pollice incorporato nel pavimento.
  • Un collettore di distribuzione, generalmente uno per piano, che consente di separare le zone nei singoli locali.
  • Un sistema di controllo, inclusi termostati, valvole di zona e pompe di circolazione.

Un sistema combinato pavimento radiante / solare termico può essere installato in qualsiasi tipo di edificio o qualsiasi tipo di costruzione, anche sotto massetti leggeri e pavimenti in parquet .

L’installazione del sistema a pavimento radiante in un edificio con struttura in legno di solito richiede l’uso di uno strato di materiale leggero a massa termica per coprire i tubi (come calcestruzzo, gesso ecc.).

Il sistema a solare termico e il sistema a pavimento radiante possono essere adattati negli edifici esistenti, anche se sono più facili da installare durante le nuove costruzioni.

In entrambe le installazioni, il sistema a fonte solare richiede un tetto o una parete rivolti a sud per l’irraggiamento dei collettori solari. Inoltre:

  • La dimensione del collettore solare deve essere proporzionata alla grandezza del sistema di riscaldamento a pavimento.
  • I pannelli solari non possono essere ombreggiati da alberi o altri edifici.
  • Il serbatoio di stoccaggio richiede uno spazio adeguato.
  • I collettori devono essere collegati alla caldaia e allo scambiatore di calore mediante linee di alimentazione e di ritorno in rame.
  • L’installazione di un sistema a pavimento radiante comporta l’integrazione del tubo nella struttura del pavimento di tutte le aree che devono essere coperte dal sistema.

Il carico di riscaldamento principale è sicuramente progettato per funzionare durante i mesi invernali, ma il sistema a solare termico deve essere dimensionato in modo tale che sia sfruttabile anche nei mesi estivi per usare acqua calda per uso sanitario.

La progettazione di un impianto solare basato sulla produzione invernale creerà un surplus in estate e si dovrebbe prendere in considerazione lo sfruttamento di generazione di calore per riscaldare ad esempio una piscina.

Il costo di un tipico impianto a solare termico con due collettori piani, un serbatoio di accumulo e un pacchetto di controllo è compreso tra 1500 e 2000 euro, compresa installazione.

 

L’importanza dell’isolante nel riscaldamento a pavimento

isolante nel riscaldamento a pavimento

Il riscaldamento a pavimento è un sistema complesso i cui benefici sono innegabili ed evidenti: dal benessere ambientale impareggiabile al notevole risparmio in bolletta rispetto ai sistemi tradizionali per scaldare casa.

Però, proprio perché si tratta di un sistema complesso, tutti gli elementi che lo compongono devono essere ottimizzati per garantire la sua efficienza e per consentirti realmente di raggiungere i risparmi in bolletta promessi.

E non ti sto parlando di ottimizzare solo le parti che compongono il sistema a pavimento, ma anche tutto ciò che compone l’ambiente che l’impianto deve riscaldare:

  • L’involucro dell’edificio (isolamento e infissi);
  • La caldaia che produrrà l’acqua calda necessaria al riscaldamento (per impianti di tipo idronico);
  • La posizione dei collettori;
  • E per finire tutto il pacchetto che sta sotto al pavimento.

Questo pacchetto deve essere composto da alcuni ben precisi strati (o elementi), che sono normati a livello europeo, senza la cui presenza il riscaldamento a pavimento non potrebbe essere nemmeno certificabile.

In questo articolo parleremo di uno strato in particolare: l’isolante necessario nel riscaldamento a pavimento.

Come vedremo l’isolante non è un elemento singolo ma un sotto-pacchetto composto da vari elementi e risulta fondamentale dimensionarlo correttamente anche in funzione delle condizioni al contorno.

Sebbene sulle nostre pagine abbiamo affrontato varie volte questo aspetto, per comprendere a fondo l’importanza dello strato isolante ritengo sia importante ripetere brevemente come funziona questo sistema di riscaldamento.

 

Il principio di funzionamento di un riscaldamento a pavimento

 

Quando parliamo di riscaldamento a pavimento ci stiamo riferendo ad un sistema di riscaldamento (e anche di raffreddamento) che funziona secondo un principio completamente diverso rispetto a quello dei classici sistemi a termosifoni o ad aria.

Questi ultimi riscaldano l’ambiente per convezione: cioè viene riscaldata effettivamente solo l’aria che si trova nei pressi del termosifone (o della bocchetta dell’aria). In questo modo si creano dei moti convettivi: l’aria scaldata tende a salire e il suo spazio viene occupato da aria fredda che a sua volta verrà scaldata spostandosi verso l’alto, il tutto in un ciclo continuo (almeno fino a quando non spegni l’impianto…). È come se si creasse una corrente d’aria all’interno dell’ambiente (prova ad avvicinare un fazzoletto ad un termosifone acceso da poco e vedrai chiaramente questo effetto).

Le pecche di un sistema di questo tipo sono:

  • Necessità di portare l’acqua che scorre dentro i termosifoni a temperature molto alte (solitamente 70°), con consumi elevati;
  • Non riuscire comunque ad avere un ambiente riscaldato uniformemente (a meno di non riempire la casa di termosifoni…);
  • Avere, oltre all’aria in circolazione, anche polveri in circolazione…non il massimo per la salute, soprattutto dei soggetti allergici.

Un sistema di riscaldamento a pavimento invece funziona con un principio diverso: l’irraggiamento. In sostanza viene riscaldata uniformemente tutta la superficie del pavimento, quindi tutta l’aria a suo contatto si scalda, non solo una piccola porzione. Così facendo non c’è modo che si creino moti convettivi ma il calore viene ceduto in modo uniforme all’aria. Inoltre, con un’attenta regolazione, è possibile stabilire fino a che altezza riscaldare l’aria: è inutile infatti scaldare tutto il volume di un ambiente interno, fino ai classici 3m, quando le persone presenti saranno alte (se fossero una famiglia di Vatussi) non più di 2m.

Quindi questo sistema ha dei grossi benefici:

  • L’acqua che scorre nei tubi a pavimento necessita di temperature più basse (tra i 40° e i 45°), con notevoli risparmi energetici;
  • Gli ambienti saranno uniformemente riscaldati…non dovrai andare vicino al termosifone per trovare un po’di tepore;
  • Niente aria che gira…una manna per le persone allergiche.

Chiaramente un riscaldamento a pavimento non può essere lasciato con i tubi scoperti per ovvi motivi. È necessario ricoprire questi tubi con un massetto cementizio su cui incollare il pavimento. La conseguenza è che, affinché l’impianto funzioni correttamente, tutto il massetto debba essere scaldato uniformemente (compito svolto dall’acqua calda che scorre nei tubi). Questa caratteristica comporta due cose:

  1. Un riscaldamento a pavimento, utilizzato in regime “ordinario”, non è istantaneo come un termosifone, quindi non potrà mai essere spento, ma dovrà essere modulato nell’arco della giornata (nonostante questo ti garantisce un risparmio di almeno il 15% in bolletta!);
  2. Sarà necessario ottimizzare tutto il pacchetto perché il calore rilasciato dai tubi annegati nel massetto in cui scorre l’acqua, non venga sprecato verso direzioni che non ci interessano.

 

Perché serve l’isolante?

 

Con il secondo punto dell’elenco qui sopra credo di averti già dato una parziale risposta alla domanda che dà il titolo a questo paragrafo: l’isolante serve per non sprecare calore.

L’acqua calda che scorre nei tubi annegati nel massetto rilascia calore in modo democratico, cioè in tutte le direzioni.

Se tu mettessi i tubi del riscaldamento a pavimento direttamente a contatto con il solaio sottostante (quello che ti divide dall’inquilino del piano di sotto per capirci), finiresti per riscaldare anche casa sua (naturalmente non in modo molto efficiente perché il solaio che vi divide è molto spesso).

In sostanza ti ritroveresti con questa condizione:

  • Il calore che TU stai producendo verrebbe in gran parte sprecato, ne arriverebbe una minima parte in casa tua e la gran parte riscalderebbe inutilmente un solaio;
  • Per poter riscaldare casa tua dovresti produrre molto più calore (cioè far funzionare l’impianto a temperature più alte) con un aumento considerevole dei costi (anche più di un normale sistema di riscaldamento a termosifoni) e conseguenze gravi per la salute (stare per tempo prolungato con i piedi appoggiati ad una superficie eccessivamente calda non è il massimo per la circolazione…);
  • L’impianto sarebbe più soggetto a rotture, infatti i tubi utilizzati per gli impianti a riscaldamento sono progettati per lavorare a regime a temperature di 40° – 45° e, sebbene siano garantiti anche per temperature di 70° nessun produttore dichiarerà mai che possono lavorare a regime a tali temperature…

Tutti questi sono problemi facilmente superabili inserendo uno strato isolante tra il solaio (o il massetto degli impianti che, qualora gli impianti passino a pavimento, va messo sotto il riscaldamento a pavimento) e le tubazioni in cui passerà l’acqua calda.

O meglio: devi inserire un pacchetto isolante composto da più strati opportunamente dimensionati.

 

Le norme che ti dicono quali sono gli strati del pacchetto isolante e come dimensionarli

 

Naturalmente quelle che ti ho scritto qui sopra sono questioni note da decenni e che sono state riversate in alcune norme tecniche che tutti, produttori, installatori e progettisti di sistemi radianti a pavimento, devono conoscere e rispettare.

Le norme di nostro interesse, comuni a tutti gli Stati della Comunità Europea, sono due:

  • UNI EN 1264:2009 – Sistemi radianti alimentati ad acqua per il riscaldamento e il raffrescamento integrati nelle strutture (divisa in 4 parti)
  • UNI EN ISO 11855:2015 – Progettazione dell’ambiente costruito – Progettazione, dimensionamento, installazione e controllo dei sistemi di riscaldamento e raffreddamento radianti integrati (divisa in 5 parti)

Non credo che ti interessi conoscerne dettagliatamente i contenuti, tra l’altro sarebbe inutile, però devi sapere che le caratteristiche che deve avere il pacchetto isolante di un riscaldamento a pavimento sono contenute proprio in queste due norme.

Perché due norme? In teoria la prima dovrebbe occuparsi delle caratteristiche dei materiali che compongono i sistemi radianti mentre la seconda dovrebbe contenere i criteri di dimensionamento degli stessi. In realtà in molti punti si sovrappongono, e per quanto riguarda le caratteristiche del pacchetto isolante è così. Fortunatamente senza contraddizioni.

 

Caratteristiche dell’isolante

 

Caratteristiche isolante

Lo scopo primario del pacchetto isolante dovrebbe essere ormai chiaro: minimizzare gli sprechi di calore verso il lato che non ci interessa, cioè il basso. Ma da quali elementi è composto questo pacchetto isolante?

Secondo le norme che abbiamo richiamato sono tre:

  1. Strato di isolamento
  2. Strato di protezione
  3. Striscia perimetrale

In realtà risulta molto spesso necessario inserire un ulteriore strato, sotto tutto, cioè la barriera al vapore. Infatti, trovandosi lo strato isolante ad una temperatura maggiore rispetto al massetto (o solaio) sottostante (infatti anche se isola comunque un po’ di calore lo fa comunque passare…) potrebbero verificarsi problematiche di condensa dovuta alle differenti temperature ed umidità dei due materiali. Questo pericolo deve essere assolutamente evitato perché gli isolanti temono (e soprattutto si rovinano con) l’acqua, e lo si fa proprio inserendo una barriera al vapore.

 

Gli isolanti

 

Lo scopo principale dello strato isolante in un riscaldamento a pavimento è, naturalmente, impedire che il calore si propaghi verso il basso, quindi stiamo parlando di un isolamento termico. Le norme di cui ti ho parlato prima danno delle precise disposizioni proprio relativamente alle prestazioni di isolamento termico da raggiungere.

Prima di approfondirle però voglio evidenziarti che potrebbe essere necessario raggiungere delle prestazioni minime anche di isolamento acustico, quindi oltre all’isolante termico potrebbe essere necessario prevedere un isolante acustico (solitamente formato da un sottile tappetino di circa mezzo centimetro di spessore). Tieni presente che la legge, ormai dal 1997, prevede il raggiungimento di alcuni precisi livelli di isolamento acustico sia rispetto all’ambiente esterno che tra appartamenti di uno stesso immobile. Spesso questa verifica – sebbene dovrebbe essere obbligatoria – non viene fatta, soprattutto in sede di ristrutturazione, come ci ricorda dalle pagine di Ristrutturazionepratica.it l’Arch. Alessandro Mezzina. Per ottemperare alle disposizioni di legge nei solai che dividono due appartamenti solitamente è sufficiente inserire un tappetino fonoisolante e, nel caso di riscaldamento a pavimento, una giusta collocazione dovrebbe essere sopra l’eventuale barriera al vapore (vedi quanto scritto sopra) o, nel caso in cui mancasse, sopra il solaio (o massetto degli impianti).

Chiusa questa parentesi veniamo ora al succo del discorso: l’isolante termico.

La forma dell’isolante termico

Il pannello isolante è, insieme ai tubi in cui scorre l’acqua calda, l’elemento più importante che compone il pacchetto del riscaldamento a pavimento.

forma dell’isolante termico

Ogni produttore di riscaldamenti a pavimento studia attentamente l’accoppiamento tra questi due elementi e negli anni sono stati messi a punto due distinti sistemi che danno luogo a due forme dell’isolante di cui una molto ben riconoscibile:

  • Isolanti piani
  • Isolanti bugnati

Gli isolanti piani sono semplicemente delle lastre isolanti lisce a cui i tubi del riscaldamento vengono fissati con delle sorte di graffette.

Gli isolanti bugnati invece hanno dei rialzi, come dei tappi, in cui vengono incastrati i tubi del riscaldamento.

Questo secondo tipo di sistemi è quello più diffuso perché consente una maggiore praticità e velocità di installazione e inoltre non richiede di forare l’isolante con le graffette.

Lo spessore dell’isolante

Le norme in questo ambito sono molto precise: individuano varie condizioni dell’ambiente sottostante e di conseguenza impongono dei valori di resistenza dell’isolante (cioè, in soldoni, capacità di bloccare la trasmissione del calore), sulla base dei quali vengono tabellati gli spessori dello strato isolante minimi a seconda della tipologia di isolante scelto.

Complicato? Meno di quello che puoi pensare.

Le condizioni dell’ambiente sottostante individuate sono 5, di cui due riferite a casi in cui sotto vi siano altri ambienti chiusi (o il terreno) e tre in cui sotto vi sia l’ambiente esterno (condizione meno frequente ma comunque possibile):

  1. Ambiente sottostante riscaldato
  2. Ambiente sottostante non riscaldato o riscaldato in modo non continuativo o direttamente sul suolo
  3. Ambiente esterno con temperatura di progetto maggiore di 5°
  4. Ambiente esterno con temperatura di progetto compresa tra -5° e 0°
  5. Ambiente esterno con temperatura di progetto compresa tra -15° e -5°

Considera che la norma è europea, quindi sono state prese in considerazione situazioni climatiche anche notevolmente più rigide di quella italiana.

NB: le temperature esterne di progetto sono dati tabellati legati all’ubicazione geografica dell’immobile.

Ma veniamo a quello che ci interessa: quanto deve essere spesso l’isolante? In questo caso ti riporto direttamente la tabellina estrapolata dalla norma tecnica:

tabellina norma tecnica

Come vedi a sinistra ci sono le cinque condizioni dell’ambiente sottostante che abbiamo elencato. Procedendo verso destra trovi la resistenza dell’isolante richiesta (ma questo dato ti deve interessare relativamente) e poi gli spessori dell’isolante, divisi per tre classi differenti di isolanti.

Considera che l’isolante più diffuso in Italia è il Polistirene (che è assimilabile al normale polistirolo) seguito dagli isolanti naturali (come ad esempio può essere il sughero).

 

I casi più diffusi sono chiaramente i primi due, con spessori dell’isolante sotto i tubi che quindi vanno dai 3 ai 5 cm.

 

Strato di protezione

 

Lo strato di protezione va a diretto contatto con l’isolante: infatti il suo scopo è proprio proteggere l’isolante.

Ma proteggere da cosa?

Dal massetto che andrà a ricoprire i tubi dell’impianto di riscaldamento a pavimento.

Il motivo è che, come abbiamo già detto, gli isolanti temono l’umidità (e il massetto è decisamente umido quando viene gettato), inoltre deve esserne preservata la stabilità dimensionale dell’isolante, e caricandolo eccessivamente in alcuni parti nel momento del getto o all’atto della stesura del massetto potrebbero esserci delle rotture.

Tale strato di protezione deve essere (almeno) di polietilene dello spessore di 0,15mm e viene accoppiato con il pannello isolante. Nel caso di pannelli isolanti di tipo bugnato anche lo strato di protezione ha la forma bugnata.

 

La striscia perimetrale

La striscia perimetrale è il terzo elemento che viene prescritto dalle norme e che rientra nel pacchetto isolante.

isolante sotto tubazioni

Come dice il nome si tratta di una striscia adesiva, solitamente in polietilene, che viene fissata lungo le pareti perimetrali degli ambienti in cui si sta realizzando il riscaldamento a pavimento.

Il suo posizionamento deve essere sopra lo strato di supporto (il solaio o il massetto in cui sono stati annegati gli impianti) e deve arrivare fino alla quota finale del pavimento.

La norma la chiama striscia perimetrale di dilatazione, e questa denominazione dovrebbe chiarirti quale sia il suo scopo: serve per consentire al massetto, in cui sono annegati i tubi del riscaldamento, di dilatarsi. Per la precisione il massetto deve potersi dilatare di almeno 5mm.

Ma perché mai un massetto dovrebbe dilatarsi?

Si tratta di un fenomeno fisico a cui sono soggetti tutti i materiali: all’aumento della temperatura si “espandono” (dilatano) e alla diminuzione si contraggono. Un massetto sottoposto a cicli di riscaldamento e raffreddamento subirà esattamente questo processo e, per fare in modo che non si rompa, deve avere lo spazio per farlo. La presenza di questa striscia lo garantisce.

 

Conclusione

 

Non è certo compito tuo conoscere i dettagli tecnici di tutti i componenti di un impianto di riscaldamento, però devi sapere quali sono gli elementi indispensabili perché sia garantito il suo funzionamento, la sua efficienza e la mancanza di problemi dopo l’installazione.

Come hai potuto leggere il riscaldamento a pavimento è un sistema complesso in cui molti sotto-elementi devono interfacciarsi e collaborare nel modo corretto. Elementi che fanno parte del sistema in sé ma anche che non ne fanno parte: ad esempio il pavimento che viene incollato sul massetto in cui sono annegati i tubi del riscaldamento. Se mancasse la striscia perimetrale di dilatazione il tuo pavimento dopo poco tempo potrebbe spaccarsi o sollevarsi.

Quando chiederai un’offerta per un nuovo riscaldamento a pavimento controlla che siano presenti tutti gli elementi essenziali al suo corretto funzionamento, a partire dagli strati isolanti.

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Come funziona il riscaldamento a pavimento

L’impianto di riscaldamento a pavimento rappresenta una delle migliori alternative in termini di climatizzazione. Vantaggioso lato consumi, inizialmente pone in essere alcune difficoltà di utilizzo, viste le differenze con gli impianti classici. Ecco una panoramica su questa tecnologia e qualche consiglio per sfruttarla al meglio.

 

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Come regolare riscaldamento a pavimento

Il riscaldamento a pavimento è una innovativa tecnica di climatizzazione. Essa consiste nell’installazione di tubi sotto il pavimento, dentro ai quali scorre acqua a temperatura elevata (ma non elevatissima). Il calore viene trasferito all’ambiente per irraggiamento.

Il vantaggio del riscaldamento a pavimento è il risparmio energetico, che può essere anche del 40%. L’acqua nei tubi, infatti, viene riscaldata fino a raggiungere 30 o 40 gradi, mentre il fluido dei termosifoni (per fare un esempio) deve raggiungere 70 gradi per produrre prestazioni simili.

Lo svantaggio risiede nei costi di installazione, che sono mediamente alti. Oltre alla necessità di comprare e collegare una caldaia (deputata al riscaldamento dell’acqua), vanno presi in considerazione gli interventi edili di “adeguamento” del pavimento. Esso, nella maggior parte dei casi, deve essere demolito e rifatto da capo.

Un altro problema, che però è facilmente risolvibile, consiste nell’utilizzo pratico del riscaldamento a pavimento. Esso non è affatto intuitivo, almeno rispetto alla consueta pratica del riscaldamento con i caloriferi, le stufe etc.

flussometro riscaldamento a pavimento

Flussometro riscaldamento a pavimento

 

Per esempio, affinché il sistema di riscaldamento funzioni a pieno regime, è necessario regolare il flussometro. Con questo termine si indica il dispositivo che gestisce la quantità di litri al minuto immessa nei tubi.

 

Va detto che il flussometro va regolato una sola volta, se le condizioni – e il fabbisogno di calore – del locale non cambiano. Il flussometro va regolato secondo le indicazioni del costruttore, in caso contrario è necessario procedere per gradi e tentativi, a piccole variazioni.

La procedura è meno complessa del previsto anche perché se il flussometro è regolato male, lo si nota subito: alcune zone di una stessa stanza saranno ben riscaldate e altre meno.

temperatura acqua

 

Per quanto riguarda la temperatura dell’acqua, essa viene regolata automaticamente in base alla temperatura ambientale desiderata. A tal proposito, è sufficiente agire sul termostato (come avviene per il riscaldamento tradizionale).

 

Come accendere riscaldamento a pavimento

Per quanto riguarda l’accensione in sé, non ci sono difficoltà di sorta. Tutti gli impianti a pavimento sono dotati di telecomando per il controllo a distanza, in cui è presente ovviamente di pulsante on/off.

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Telecomando riscaldamento a pavimento

La questione più importante riguarda il quanto lasciarlo acceso. La risposta, per quanto contro intuitiva, è: sempre.

A differenza dei caloriferi, che dovrebbero essere azionati per qualche ora giorno in modo da ottimizzare i consumi, gli impianti di riscaldamento a pavimento sono soggetti a forti dinamiche di inerzia termica.

In breve, si consuma di meno lasciandolo aperto (e impostando una temperatura corretta) piuttosto che accendendo/spegnendo più volte nell’arco della giornata.

 

Come sfiatare riscaldamento a pavimento

 

Da questo punto di vista, non ci sono differenze rispetto ai caloriferi. Anche l’impianto di riscaldamento a pavimento, infatti, è dotato di valvole e collettori. E’ sufficiente agire sulle valore montate sui collettori come si farebbe per qualsiasi calorifero.

Ogni quanto sfiatare l’impianto di riscaldamento a pavimento? Non c’è una cadenza precisa. Semplicemente, è bene sfiatare quando si notano dei cali di prestazione.

Ecco un video guida che mostra come si sfiata un impianto di riscaldamento a pavimento.

Come svuotare impianto riscaldamento a pavimento

 

L’unico motivo sensato per svuotare l’impianto di riscaldamento è procedere con una sua pulizia e/o manutenzione. Va detto che questo genere di dispositivi ne richiedono ben poca, dunque non è un problema da affrontare frequentemente.

Ad ogni modo, per una pulizia completa dell’impianto sarebbe bene rimuovere l’acqua (che a quel punto sarà sporca), aggiungere additivi dentro i tubi per rimuovere e prevenire il calcare, aggiungere successivamente dei defatiganti, riempire il tutto con acqua addolcita (senza calcio).

La procedura è abbastanza difficile, dunque il consiglio è di fare riferimento sempre a una ditta specializzata.

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Preventivi riscaldamento a pavimento

Come utilizzare riscaldamento a pavimento

 

Il primo impatto può essere abbastanza spiazzante, visti gli elementi di diversità rispetto ai normali impianti di riscaldamento. Ad ogni modo, già dopo pochi giorni si prende la mano e diventa tutto molto naturale. Di seguito, un 3 consigli per sfruttare al meglio il proprio impianto di riscaldamento a pavimento.

  1. Tenerlo sempre acceso. L’impianto non funziona come uno scaldabagno o un calorifero. Se deve solo mantenere costante la temperatura, i consumi sono bassi.
  2. Modificare il meno possibile la temperatura desiderata. L’impianto funziona per inerzia termica, dunque consuma molto quando deve modificare la temperatura del fluido. Per questo motivo, è bene stabilire una volta per tutte la temperatura (20 gradi è l’ideale).
  3. Provare a sfiatare quando si notano cali di prestazione. Buona parte dei (piccoli) cali di prestazione sono causati dalla presenza di aria nei tubi.

Se hai domande o dubbi sul funzionamento di un impianto di riscaldamento a pavimento, non esitare a contattare un tecnico specializzato della tua zona.

Quando è nato il riscaldamento a pavimento

Il riscaldamento a pavimento è una tecnica che risale a molto tempo fa, ha delle radici lontane nel tempo. Vediamo quando è nato, di cosa si tratta e tutti i consigli per la realizzazione di un impianto di questo tipo oggi.

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Preventivi riscaldamento a pavimento

 

Riscaldamento a pavimento: le radici antiche

Sono differenti ricerche di esperti e numerosi reperti archeologici a dimostrare che il riscaldamento a pavimento fu utilizzato ancora prima della nascita di Cristo, dai cinesi, dagli antichi egizi e romani. L’impianto di quell’epoca si componeva di un sistema che creava calore per mezzo del fuoco e che lo incanalava al di sotto dei pavimenti per riscaldare i vari ambienti. Era una tecnica usata principalmente dove vi erano installazioni termali.

C’era un forno alimentato con carbone a legna, chiamato Hypocausis, in cui veniva riscaldata l’acqua per scopi termali, l’aria calda generata dalla combustione, veniva fatta circolare in appositi spazi vuoti, al di sotto del pavimento e nelle pareti. Veniva quindi incanalata attraverso un tubo detto Vaporarium e si diffondeva. I pavimenti venivano realizzati sospesi dal suolo, grazie a colonnine di mattoni, per permettere all’aria calda di circolare e di raggiungere le cavità realizzate nelle pareti.

Riscaldamento a pavimento: dal novecento a oggi

Il riscaldamento a pavimento torna attuale ad inizio novecento. Il primo a realizzare e a coprire con brevetto questo sistema, che utilizzava acqua calda, fu Arthur H. Barker, un professore inglese. All’inizio del XX secolo il brevetto fu ceduto alla compagnia che lo utilizzò a Liverpool nel 1909, anno in cui iniziò lo sviluppo.

Gli ambienti venivano riscaldati grazie all’uso di tubazioni poste sotto al pavimento. C’erano però delle problematiche da risolvere, che emersero nella seconda metà del novecento. Innanzitutto i tubi in acciaio che costituivano l’impianto, venivano annegati nelle solette senza nessun isolante. I vantaggi si potevano invece notare dal punto di vista costruttivo ed economico, ma la mancanza di studi scientifici che ne attestassero l’efficacia e le tecniche di installazione non affinate portarono al fallimento momentaneo.

I problemi erano dovuti dalle temperature troppo alte, a causa dello scarso isolamento degli alloggi e dell’inerzia termica dei pavimenti troppo elevata. Questo portava dei disturbi alla salute e con una serie di incontestabili prove, fu dimostrato che per evitare condizioni di malessere la temperatura del pavimento non doveva superare i 28-29°C. Il troppo calore accumulato nelle solette degli impianti comportava un surriscaldamento dei locali oltre ai livelli fisiologicamente accettabili. Fu dichiarato che bastava costruire gli impianti a bassa temperatura superficiale e ad inerzia termica non troppo elevata, per offrire un comfort termico superiore.

La definitiva riscoperta dei sistemi di riscaldamento a pavimento avvenne negli anni settanta, grazie soprattutto all’impiego di materiali isolanti che migliorarono l’efficienza dell’impianto stesso e di sistemi di regolazione del calore più efficienti e funzionali.

Oggi il metodo di riscaldamento a pavimento è in assoluto il più efficace, sia per quanto riguarda il consistente risparmio energetico e quindi di denaro, sia per qualità della climatizzazione, che consente di riscaldare o raffrescare gli ambienti nella maniera salutare e igienica.

Riscaldamento a pavimento: caratteristiche

La caratteristica principale del riscaldamento a pavimento è la distribuzione ottimale del calore nelle stanze, che si diffonde in modo uniforme, passando dai pannelli radianti del pavimento all’esterno e propagandosi fino al soffitto.

Il riscaldamento a pavimento rappresenta una vera e propria rivoluzione rispetto ai sistemi tradizionali che ancora oggi sono più diffusi, ma molto più limitati. Grazie a questi impianti si possono evitare i dannosi sbalzi termici, che si verificano invece abitualmente con i sistemi di riscaldamento classici come i termosifoni, dove il calore non viene distribuito uniformemente ma rimane molto concentrato solo nelle zone più vicine ai caloriferi e meno forte nei punti più lontani.

Riscaldamento a pavimento: quanto costa

Grazie al riscaldamento a pavimento, si può usufruire di un calore distribuito in maniera uniforme in tutta la casa. Si tratta di un impianto che richiede chiaramente una spesa più elevata; infatti i prezzi del riscaldamento a pavimento sono più alti rispetto a quelli dei sistemi classici, ma si tratta di costi che si ammortizzano senza alcun dubbio nel medio e lungo periodo. Infatti il risparmio energetico permette di abbattere i costi fissi, legati al pagamento delle utenze.

Livelli di risparmio energetico

Livelli di risparmio energetico

La spesa per l’installazione del riscaldamento a pavimento parte da una cifra che si aggira, mediamente, attorno ai 50 euro al metro quadro ma può variare in base a vari fattori. Tutto dipende ad esempio dal costo dei materiali scelti e usati per le tubazioni e la caldaia e dal grado di dispersione termica dell’edificio.

I costi variano anche in base alla località, quindi un impianto di riscaldamento installato a Milano avrà sicuramente un costo differente rispetto a Roma o a Napoli. Un sistema di riscaldamento a pavimento non sempre ha prezzi accessibili a tutti. Volendo fare una stima generica, un appartamento di 180 metri quadri circa potrebbero richiedere circa 10.000 euro per l’impianto.

Riscaldamento a pavimento: a chi rivolgersi

Se si vuole installare un sistema di riscaldamento a pavimento per la propria casa, è necessario prima verificare il livello di efficienza termica e di apportare gli interventi necessari per limitare la dispersione del calore.

Ovviamente non mancate di rivolgervi ad una ditta specializzata o a un professionista esperto, in modo da poter decidere insieme quali tecniche usare e il grado di fattibilità dell’intervento.

Quello che raccomandiamo comunque è di chiedere, ‘sempre prima’, tre o quattro preventivi per confrontarli e scegliere quello con il migliore rapporto qualità-prezzo.

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Preventivi riscaldamento a pavimento

Riscaldamento a pavimento: quale caldaia scegliere

Il riscaldamento a pavimento è una tecnologia che consente di abbattere i consumi. Tuttavia, esprime al meglio le sue potenzialità solo se abbinata a una buona caldaia. In questo articolo affrontiamo l’argomento, illustrando le caratteristiche che una caldaia deve possedere, proponendo qualche modello e fornendo qualche consiglio per risparmiare.

caldaie riscaldamento a pavimento

Riscaldamento a pavimento: cos’è

 

Il riscaldamento a pavimento è un sistema di climatizzazione che si sta progressivamente diffondendo anche nel nostro paese, sebbene si discosti – per meccanismo e usi – dai dispositivi tradizionali.

Gli impianti di riscaldamento a pavimento consistono in alcuni tubi posti posti sotto il pavimento, all’interno dei quali scorre acqua calda. Il calore si trasmette ai locali per irraggiamento, dunque la temperatura non è mai alta (supera raramente i 40 gradi). Ciò pone in essere il più grande vantaggio del riscaldamento a pavimento: i bassi consumi energetici. Essi vengono abbattuti di un terzo rispetto ai sistemi tradizionali.

risparmio in bolletta - riscaldamento a pavimento

 

L’unico vero svantaggio degli impianti di riscaldamento consiste nei costi di installazione, che sono mediamente alti. Costi che, è bene dirlo, vengono riassorbiti entro breve tempo proprio in virtù del risparmio in bolletta.

 

Affinché questa dinamica si sviluppi in tutta la sua potenzialità, è necessario abbinare una buona caldaia. Soprattutto, una caldaia specifica: il fabbisogno di acqua calda, infatti, cambia radicalmente se la caldaia deve alimentare un impianto così esteso come quello a pavimento.

Di seguito, qualche informazione utile per scegliere la caldaia, se in casa avete – o pensate di installare – un impianto di riscaldamento a pavimento. aziende-riscaldamento-a-pavimento

Riscaldamento a pavimento: le caratteristiche della caldaia

 

Quali caratteristiche deve avere la caldaia? Due saltano subito all’occhio.

  • Bassi consumi energetici. Il perché è ovvio. Se l’obiettivo è rientrare subito (o entro breve tempo) dalla maggiore spesa per l’installazione dell’impianto a pavimento, è bene puntare in maniera decisa sull’abbattimento dei consumi. Ciò è possibile solo con una caldaia “ottimizzata” da questo punto di vista. Il riferimento è alle caldaie a condensazione, che “riciclano” i fumi per creare calore.

 

  • Grande portata. Gli impianti di riscaldamento a pavimento prevedono un consumo di acqua non indifferente, anche perché i tubi attraversano l’intero locale. Dunque, è necessario che la caldaia abbia una buona portata, la quale si esprime in litri al minuto.

Va menzionata un’alternativa: separare le due attività. Ovvero, la produzione di acqua calda per l’impianto a pavimento e la produzione di acqua calda sanitaria. In questo caso, la caldaia servirà esclusivamente l’impianto mentre un semplice – e poco costoso – scaldacqua soddisferà il fabbisogno di acqua sanitaria.

 

Riscaldamento a pavimento: le migliori caldaie (modelli e costi)

 

Date queste due caratteristiche, la scelta è veramente ampia. Sono tantissime le caldaie che, contemporaneamente, riescono ad abbattere i consumi e gestire una quantità sufficiente di acqua. Lo scopo, tuttavia, dovrebbe essere anche la ricerca della convenienza. Se diamo per scontato questa terza caratteristica, dovreste spostare la vostra attenzione su modelli specifici di caldaie. Ecco alcuni esempi:

  • Master 4 Condensing, dotata di un sistema che accelera la produzione di acqua calda sanitaria
master 4 condensing - caldaia per riscaldamento a pavimento

Master 4 Condensing – Caldaia per riscaldamento a pavimento

CALDAIA Master 4 Condensing 35 Completa di KIT per Scarico Fumi : Costo Euro 2.050,00

(Sito web del rivenditore autorizzato CALDAIA Master 4 Condensing)

Vedi il prezzo aggiornato online ➜ CALDAIA Master 4 Condensing


  • ThemaFast 4 Condensing, caratterizzata da un sistema per evitare gli sbalzi di temperatura
themafast 4 condensing caldaia per riscaldamento a pavimento

ThemaFast 4 Condensing – Caldaia per riscaldamento a pavimento

CALDAIA THEMAFAST 4 CONDENSING CON ACCUMULO INTEGRATO : Costo Euro 1.524,00

(Sito web del rivenditore autorizzato CALDAIA THEMAFAST 4 CONDENSING)

Vedi il prezzo aggiornato online ➜ CALDAIA THEMAFAST 4 CONDENSING


  • Micra 4 Condensing, dotata di sistema di preriscaldo
micra 4 condensing caldaia per riscaldamento a pavimento

Micra 4 Condensing – Caldaia per riscaldamento a pavimento

CALDAIA MICRA 4 CONDENSING A METANO A CONDENSAZIONE : Costo Euro 1.039,00

(Sito web del rivenditore autorizzato CALDAIA MICRA 4 CONDENSING)

Vedi il prezzo aggiornato online ➜ CALDAIA MICRA 4 CONDENSING


  • Semiatek 4 Condensing, caldaia a condensazione (proprio come la altre) ma istantanea e versatile
semiatek 4 condensing caldaia per riscaldamento a pavimento

Semiatek 4 Condensing – Caldaia per riscaldamento a pavimento

Caldaia Semiatek 4 Condensing a Condensazione : Costo Euro 769,98

(Sito web del rivenditore autorizzato Caldaia Semiatek 4 Condensing)

Vedi il prezzo aggiornato online ➜ Caldaia Semiatek 4 Condensing


Riscaldamento a pavimento: come risparmiare

aziende-riscaldamento-a-pavimento

Preventivi Gratuiti Online

Se puntate al risparmio, dovreste agire su più fronti. Ovvero, sia sull’installazione dell’impianto di riscaldamento a pavimento sia sull’acquisto (e installazione) della caldaia. Il consiglio, in ogni caso, è di brandire l’arma del preventivo. Contattate più rivenditori e installatori, chiedete sempre il preventivo, confrontate le varie ipotesi di prezzo. Infine, scegliete la soluzione che più vi soddisfa in termini di rapporto qualità prezzo.

 

In genere, il numero migliore di rivenditori/installatori da contattare non dovrebbe essere mai inferiore a tre o quattro. Se eseguirete questo metodo con costanza, riuscirete a risparmiare anche il 20 o il 50%.

Riscaldamento a pavimento elettrico: cos’è e come funziona

Se puntate a contrarre sensibilmente i consumi di energia elettrica, soprattutto in inverno, dovreste preferire alle soluzioni tradizionali gli impianti di riscaldamento a pavimento elettrico.

riscaldamento a pavimento elettrico

Riscaldamento a pavimento elettrico

In questo articolo offriamo una panoramica esaustiva, focalizzando l’attenzione sui pro e sui contro, sulle varie tipologie, sui prezzi e sulle tecniche per risparmiare.

 

Riscaldamento a pavimento elettrico: pro e contro

L’impianto di riscaldamento a pavimento elettrico è un dispositivo innovativo e conveniente per riscaldare gli ambienti. Esso consiste in un supporto posto al di sotto del pavimento e dotato di una serpentina elettrica. Questa viene riscaldata mediante energia elettrica in modo da produrre calore. Quest’ultimo viene poi distribuito uniformemente in tutto il locale per mezzo del fenomeno noto come irraggiamento, favorito dalla presenza di pannelli radianti.

L’impianto di riscaldamento elettrico è un’alternativa da preferire ai classici termosifoni e persino al condizionatore. I motivi di ciò sono almeno tre.

  1. Impatto estetico. Che, in realtà, è nullo. Proprio questa è la buona notizia: in genere gli impianti di riscaldamento incidono negativamente sull’arredamento, mentre l’impianto di riscaldamento a pavimento elettrico è semplicemente invisibile.
  2. Versatilità. L’impianto di riscaldamento a pavimento elettrico si adatta a qualsiasi tipo di pavimentazione: ceramica, gres porcellanato, parquet, marmo etc. Tuttavia, è sempre consigliato abbinare questo impianto a rivestimenti non molto spessi.
  3. Risparmio energetico. E’ questo il vero vantaggio connesso al riscaldamento a pavimento elettrico. Consente, a parità di calore emesso, di risparmiare oltre il 40% rispetto ai normali termosifoni e il 20% rispetto al condizionatore.

A fronte di questi vantaggi indiscutibili, si registrano però uno svantaggio. Esso consiste nei costi di installazione, che sono mediamente piuttosto elevati. Il motivo è semplice: se l’immobile è “esistente”, dunque è stato già ultimato, sono necessarie delle opere murarie per poter installare l’impianto. C’è da dire che, comunque, il maggior costo di installazione viene presto ammortizzato dal risparmio in bolletta.

 

Riscaldamento a pavimento elettrico: tipologie

 

Esistono parecchie tipologie di impianto di riscaldamento a pavimento elettrico. D’altronde, per quanto poco diffuso, fa riferimento a una tecnologia già consolidata, che per giunta si è evoluta negli anni. E’ bene, in questa sede, descrivere le due tipologie principali, ovvero quelle a cui più frequentemente si ricorre.

riscaldamento a pavimento elettrico con materassino

Impianti di riscaldamento a pavimento elettrico con modulo a materassino. In genere è costituito da uno strato isolante, da uno strato conduttore e uno strato termoriflettente. Questa tipologia è la più efficiente in assoluto, in quanto ottimizza al massimo la produzione di calore. E’ anche la più costosa.

 

Impianti di riscaldamento a pavimento elettrico a rete. In genere è costituito solo da uno strato conduttore. E’ poco costoso ma meno efficiente rispetto all’altra tipologia. E’ in ogni caso molto più conveniente rispetto agli impianti tradizionali.

riscaldamento-pavimento a rete

Rotolo di rete per riscaldamento a pavimento elettrico

Riscaldamento a pavimento elettrico: come si posa

 

La procedura di posa dell’impianto di riscaldamento a pavimento elettrico è piuttosto complicata. E’ quindi appannaggio di personale altamente specializzato. Tuttavia, è bene che anche il semplice consumatore che richiede l’intervento conosca a grandi linee i vari passaggi, in modo da, eventualmente, monitorare (con discrezione) l’operato degli installatori.

La posa è preceduta da alcune operazioni preliminari, come l’installazione di un collettore e di fasce perimetrali tali da compensare gli eventuali, per quanto impercettibili, fenomeni di dilatazione del pavimento.

Dopodiché, a rivestimento rimosso, si posano sulla superficie una pellicola di polietilene e i pannelli isolanti, il cui scopo è isolare verso il basso l’impianto, in modo da bloccare la distribuzione di calore all’appartamento sottostante. Il secondo passaggio consiste nella posa dei vari strati, e in particolare quello che contiene la serpentina isolante.

massetto in calcestruzzo

Massetto in calcestruzzo sopra a riscaldamento a pavimento elettrico

 

Il terzo passaggio consiste nella posa di una rete elettro-saldata, la cui funzione è impedire che si formino delle fessurazioni nel rivestimento. Infine, si conclude proprio con la posa del rivestimento. La scelta migliore è il massetto in calcestruzzo.

 

Riscaldamento a pavimento elettrico: quanto costa

 

Come abbiamo già accennato, il tallone d’Achille del riscaldamento a pavimento elettrico consiste proprio nei costi di installazione, che sono alti. Rispetto agli impianti tradizionali, possono essere anche doppi. Fermo restando che sono variabili, e dipendono dall’approccio al prezzo dell’installatore e dalla tipologia di impianto.

Mediamente siamo sui 45,0050,00 al mq. Ecco i prezzi nel dettaglio:

Impianto di riscaldamento a pavimento elettrico con modulo a materassino (al mq)

40,00 €

50,00 €

Impianto di riscaldamento a pavimento elettrico con modulo a rete (al mq)

35,00 €

45,00 €

Manodopera per la posa (al mq)

10,00 €

15,00 €

 

Riscaldamento a pavimento elettrico: come risparmiare

 

Come abbiamo visto, i prezzi possono essere anche molto alti. Per fortuna sono anche variabili, il ché pone in essere alcune opportunità per risparmiare. Il modo più efficace per coglierle è brandire l’arma del preventivo: contattate più imprese, chiedete a ciascuna di loro il preventivo, confrontate le ipotesi di costo così ottenute. Infine, individuate la soluzione migliore in termini di rapporto qualità prezzo.

aziende-riscaldamento-a-pavimentoUn modo efficace per contattate imprese e richiedere i preventivi è usufruire di appositi portali. Il migliore in assoluto, nel campo del riscaldamento a pavimento, è Edilnet.it.

Sarà possibile ricevere preventivi gratuiti dalle migliori imprese installatrici di impianti di riscaldamento a pavimento elettrico, e confrontandoli potrai trovare la migliore offerta e risparmiare dal 20% al 40%.

Riscaldamento a pavimento senza smantellare casa

Installare l’impianto di riscaldamento a pavimento senza smantellare casa è possibile, a patto però che si verifichi una condizione particolare. La illustriamo in questo articolo, offrendo una panoramica su questo innovativo sistema di climatizzazione, sui vantaggi, sugli svantaggi sulle tecniche per risparmiare.

riscaldamento a pavimento senza smantellare casa

Riscaldamento a pavimento: di cosa si tratta

Alcuni credono sia semplicemente impossibile installare un impianto di riscaldamento a pavimento senza smantellare casa, dunque senza demolire il pavimento esistente. Ovviamente, il problema non sussiste se la casa è di nuova costruzione (dunque è possibile installare prima l’impianto e poi il rivestimento) ma in tutte le altre situazioni il problema è molto sentito.

Per trovare una soluzione, il primo passo è capire come funziona veramente un impianto di riscaldamento a pavimento e perché il rischio demolizione è veramente alto.

Gli impianti di riscaldamento a pavimento, infatti, sono composti da dei tubi che attraversano i locali e vengono inseriti sotto il pavimento. All’interno dei tubi scorre acqua calda, fino a 30 gradi, la quale cede calore all’ambiente per mezzo dell’irraggiamento.

Vista la posizione dei tubi (sotto) si comprende bene il timore di dover smantellare il rivestimento e rifarlo ex novo.

Riscaldamento a pavimento: pro e contro

Abbiamo già accennato lo svantaggio più grande del riscaldamento a pavimento. L’eventualità, tutt’altro che peregrina e anzi molto frequente, di dover demolire il pavimento e crearlo da capo. Un intervento che, chiaramente, provoca fastidio, allunga i tempi e aumenta le spese.

Un altro svantaggio consiste nei costi di installazione, che sono mediamente alti anche se si opta per un impianto di riscaldamento a pavimento senza installare casa.

risparmio energetico e di denaro riscaldamento a pavimento

Per quanto riguarda i vantaggi, se ne segnala solo uno di significativo, ma in grado di oscurare tutti i contro: il risparmio energetico. Questo tipo di impianto è davvero performante e abbatte i consumi anche più di un terzo. La maggiore spesa di installazione, dunque, viene riassorbita in poco tempo.

Riscaldamento senza smantellare casa: quando e come è possibile

E’ possibile installare un impianto di riscaldamento senza smantellare casa, ovvero senza demolire il pavimento? In linea teorica, no. Anche perché, come abbiamo già detto, i tubi passano sotto il pavimento.

Tuttavia, c’è una eccezione. In alcuni casi, è possibile posare i tubi sopra il pavimento esistente. Ovvero, quando il rivestimento si presta alla posa di un secondo senza che sia necessaria la demolizione del primo.

Nella fattispecie, ovviamente, occorre adottare alcuni accorgimenti, in modo da accogliere i tubi dell’impianto. Per esempio, occorre ricoprire il vecchio rivestimento con dei pannelli isolanti specifici, per quanto sottili, in modo da non disperdere il calore e indirizzarlo solo nella direzione desiderata (verso l’alto). L’impianto, poi, va coperto da sostanze ad hoc (es. massetto liquido) in modo da ricreare una superficie idonea alla posa del nuovo rivestimento.

posa impianto di riscaldamento su pavimento esistente
Questo metodo può essere impiegato solo se il pavimento esistente è in discrete condizioni e non presenta irregolarità. In caso contrario, l’impianto – ammesso che possa essere installato – si caratterizza per prestazioni inferiori alla media.

Riscaldamento senza smantellare casa: come risparmiare

Anche qualora si installasse l’impianto di riscaldamento a pavimento senza demolire la pavimentazione, si dovrebbe procedere con dei lavori di tipo edile. La spesa, dunque, non è mai indifferente. Per fortuna è possibile risparmiare. Come? E’ sufficiente seguire un semplice metodo: contattate più imprese, chiedete a tutte il preventivo, confrontate le ipotesi di costo così ottenute. Infine, individuate la soluzione che più vi rassicura in termini di rapporto qualità prezzo.

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Confronta preventivi online gratuitamente

Quante imprese contattare? Il numero ideale è tre o quattro.

 

Vale proprio la pena seguire questo metodo: infatti, consente di risparmiare fino al 20-50%.

I migliori e-commerce dove acquistare il riscaldamento a pavimento

Oggi il mondo dell’e-commerce è in pieno sviluppo e questo ha fatto si che produttori e rivenditori di materiale termo-idraulico/sanitario vendono i loro prodotti direttamente online.

 

ecommerce-di riscaldamento a pavimento

In questo articolo abbiamo elencato alcuni tra i migliori e-commerce online specializzati nella vendita di materiali per il riscaldamento a pavimento. Con questa mini guida potrai conoscere i diversi store online che vendono materiali per il riscaldamento a pavimento, potrai confrontare i differenti prodotti commercializzati, potrai leggere le valutazioni sui vari prodotti che i precedenti acquirenti hanno lasciato e in più abbiamo voluto anche inserire (dove è stato possibile) il collegamento a Trustpilot o Facebook. Attraverso questi siti web potrai leggere le opinioni sull’affidabilità dei vari e-commerce di riscaldamento a pavimento e queste ultime ti saranno molto utili se deciderai di acquistare online.

 

RiscaldamentoaPavimentoPrezzi.it

riscaldamentoapavimentoprezzi - riscaldamento-a-pavimento-com

Foto e-commerce riscaldamentoapavimentoprezzi.it

 

Il sito web è un portale e-commerce italiano specializzato nella progettazione/vendita di sistemi radianti .

L’azienda, da come descritto sul sito web, è formata da un team di esperti del settore dei sistemi radianti.

Il sito web è di proprietà dell’azienda IDRAULICA.IT di Penza Edoardo –

P.IVA 02089470039 – C.F. PNZDRD87H14L872S –

La sede legale è in Via Gravellona 55 – 27029 Vigevano (PV) Italia –

SEDE OPERATIVA Via Biffignandi 22, 27029 Vigevano (PV)

Assistenza E-MAIL

  • info@riscaldamentoapavimentoprezzi.it – (procedure di acquisto, prezzi e informazioni generali)
  • tecnico@riscaldamentoapavimentoprezzi.it –  (informazioni e richieste di tipo tecnico)
  • commerciale@riscaldamentoapavimentoprezzi.it – (informazioni e richieste commerciali)

Supporto telefonico dal lunedì al venerdì in

orario 08:30 / 12:30 la mattina

14:00 / 18:00 nel pomeriggio.

NUMERO DI TELEFONO +39-0381/692226

Offrono 4 servizi di progettazione completamente gratuiti:

 – dimensionamento dell’impianto,

- planimetrie elaborate,

- preventivi materiali

 – disegni esecutivi

Sito ufficiale https://www.riscaldamentoapavimentoprezzi.it/

Questo e-commerce risulta avere opinioni di utenti che hanno avuto un’esperienza di acquisto online sul loro sito di proprietà, leggi le opinioni lasciate su trustpilot

 


 

Eurotherm.info

eurotherm - riscaldamento-a-pavimento

Foto e-commerce eurotherm.info

Eurotherm spa dal 1984 è specialista nella commercializzazione di impianti radianti di raffrescamento e riscaldamento ad elevata efficienza energetica.

Da più di 30 anni nel settore, l’azienda può vantare migliaia di impianti realizzati, tra cui prestigiose referenze in Italia e all’estero. Fa parte di associazioni di categoria italiane ed europee ed è in collaborazione con l’università di Padova per lo sviluppo della tecnologia radiante e per far acquisire sempre maggiore importanza al settore degli edifici a basso consumo energetico.

Eurotherm spa ha la sede principale in Via Pillhof 91
Cap. I-39057

Frangarto (BZ)
NUMERO DI TELEFONO +39 0471 63 55 00
NUMERO FAX +39 0471 63 55 11

Eurotherm spa ha una Filiale Centro Sud nella Zona industriale Pianura Vomano
Cap.64014

Notaresco (TE)

Assistenza E-MAIL

customer@eurotherm.info – (Customer service)

tecnico@eurotherm.info – (Richieste tecniche)

commerciale@eurotherm.info – (Direzione commerciale)

service@eurotherm.info – (Servizio assistenza post-vendita)

qualita@eurotherm.info – (Dipartimento controllo di Qualità)

marketing@eurotherm.info – (Richieste commerciali e reparto Marketing)

Sito ufficiale: https://www.eurotherm.info/it/

Eurotherm.info risulta avere opinioni di utenti che hanno avuto un’esperienza di acquisto online sul loro sito web, leggi le opinioni lasciate su facebook

 


Riscaldamentoapavimento.com

riscaldamentoapaviemnto com - riscaldamento-a-paviemento-com

Foto e-commerce riscaldamentoapaviemento.com

RiscaldamentoaPavimento.com è uno e-commerce di riferimento per acquistare online tutti  i materiali per un impianto di Riscaldamento a Pavimento.

Il sito web offre:

  • Una chiara ed intuitiva lista di prodotti
  • Il sito è in collaborazione con i produttori di materiale per impianti radianti
  • E’ possibile effettuare pagamenti online e le spedizioni sono gratuite
  • I prodotti in vendita sono completi delle relative informazioni tecniche
  • Fornitura di schemi di posa è inclusa nel prezzo di acquisto di un prodotto

Il sito è gestito dalla società Idraulica.it di Penza Edoardo che è la stessa azienda che gestisce il sito web riscaldamentoapavimentoprezzi (il primo dei siti citati nella guida). Troverai le opinioni positive e negative dei loro clienti sul trustpilot.

 


 

Etaweb.eu

etaweb eu - riscaldamento-a-paviemento-com

Foto e-commerce etaweb.eu

Etaweb.eu vende impianti di riscaldamento e climatizzazione su internet dal 2005.

Gestito da esperti di risparmio energetico, energie da fonti rinnovabili e impianti innovativi.

Il sito web offre:

  • Spedizione Assicurata sugli acquisti
  • Garanzia sui prodotti acquistati da 2 a 5 Anni
  • Pagamento alla Consegna (accettato)
  • Guida all’Acquisto del miglior prodotto
  • Assistenza fiscale alla Detrazione 65%, 50% e Conto Termico
  • Gestione fatturazione ad IVA al 4% e 10%

 

Il sito è gestito dall’azienda ECOTECNA P. F. – ETAweb,

L’azienda ha la sua sede in Via Gianfrotta 65 ed è registrata con numero di P.IVA IT03170960615

CAP. 81054

San Prisco

NUMERO DI TELEFONO 0823/1460934

Assistenza E-MAIL: info@etaweb.eu

ECOTECNA P. F. – ETAweb risulta avere opinioni su 3 siti web differenti (google.com – facebook.com – recensioni-verificate.com) di utenti che hanno avuto un’esperienza di acquisto online sul loro sito web:

  1. leggi le opinioni lasciate su google.com
  2. leggi le opinioni lasciate su facebook.com
  3. leggi le opinioni lasciate su recensioni-verificate.com

 


 

Questa guida sui migliori e-commerce specializzati nella vendita di materiale per il riscaldamento a pavimento è in continuo aggiornamento. Se conosci un nuovo e-commerce specializzato e vorresti suggerircelo, non esitare a contattarci oppure commenta semplicemente l’articolo dal form sottostante.

Se stai cercando la migliore azienda specializzata che realizzi un impianto di raffrescamento o riscaldamento a pavimento, puoi chiedere direttamente un preventivo online ed ottenere fino a 4 offerte, differenti, dalle aziende specializzate della tua zona.

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I migliori video guida sul riscaldamento a pavimento

Questa è una raccolta dei migliori 5 video guida sul riscaldamento a pavimento presenti su youtube.

1 – Montaggio Impianto di riscaldamento a pavimento con massetto

Video pubblicato il 10 dic 2015 da Zero2shop.it

Il Video mostra la posa in opera dell’impianto di riscaldamento a pavimento con visione della stesura successiva del massetto, ad accompagnare le immagini vi sarà un elenco dei principali benefici portati dall’impianto radiante.

Link al video originale su Youtube

2 – Riscaldamento a pavimento: installazione

Video pubblicato il 27 ago 2013 da Schlüter-Systems Italia S.R.L.

Il video mostra il sistema di riscaldamento a pavimento Schlüter®-BEKOTEC-THERM che unisce comfort ed ecologia con igiene e benessere. La sua struttura a basso spessore e l’innovativa tecnologia di regolazione sono brevettate e fanno di questo sistema integrato uno strumento in grado di far risparmiare energia e costi di gestione, con particolare reattività al calore e ridotte temperature di mandata. Inoltre, già durante la fase d’installazione il sistema Schlüter®-BEKOTEC-THERM si presenta semplice e veloce, quindi molto vantaggioso.

Link al video originale su Youtube

3 – Vantaggi e svantaggi del riscaldamento a pavimento

Video pubblicato il 17 lug 2016 da Edilnet Italia

Trovi consigli sui VANTAGGI E SVANTAGGI DEL RISCALDAMENTO A PAVIMENTO su www.riscaldamento-a-pavimento.com

Link al video originale su Youtube

4 – GUIDA DI INSTALLAZIONE PAVIMENTO RADIANTE

Video pubblicato il 22 giu 2011 da SuperMimmo59

Link al video originale su Youtube

5 – Riscaldamento a pavimento a zero spessore

Video pubblicato il 15 set 2017 da Vecchi Ivan

Il video mostra un esempio di posa riscaldamento senza ausilio di pannelli a zero spessore. Soluzione per chi ha problemi di centimetri nella realizzazione di soluzione tradizionale.

Link al video originale su Youtube

montaggio riscaldamento a pavimento

I lavori per montare un impianto a pavimento

Oggi vogliamo parlarti dei lavori per montare un impianto a pavimento. Esistono due tipi di impianti a pavimento:

Sia le tubazioni che le resistenze elettriche sono collocate sotto il pavimento, appoggiate su pannelli isolanti. Queste emettono calore o raffreddano la casa, in modo uniforme, dal basso verso l’alto. Il più richiesto è l’impianto di riscaldamento ad acqua.

Impianto a pavimento a circuito chiuso costituito da tubazioni

Le tubazioni sono ripiene di acqua che viene riscaldata da una caldaia, da una pompa di calore, da impianti fotovoltaici o solari termici.

Per poter usufruire dell’impianto a pieno, è possibile trasformarlo in un impianto di raffreddamento, basterà sostituire l’immissione di acqua calda con quella fredda (15- 17 gradi sono abbastanza).

Com’è costituito?

Le tubazioni: le tubature sono in polietilene o fatte di materiali parzialmente di metallo e/o plastica; possono essere in polibutilene, in rame o anche in acciaio.

Devono essere resistenti allo schiacciamento e alla corrosione.

Più il diametro del tubo è maggiore, minore saranno le difficoltà per l’acqua di attraversare l’impianto e, di conseguenza, minore sarà lo sforzo della pompa per irradiarla nel meccanismo.

La corretta misura delle tubazioni, quindi, porta ad una minore spesa energetica e riduce la possibilità di erosione meccanica delle stesse.montaggio riscaldamento a pavimento

Il pannello isolante: è fatto di polistirolo sagomato oppure di sughero.

È posizionato sopra la soletta ed ha un disegno predefinito previsto di alcuni incastri che facilitano la posa delle tubature.

Il pannello isolante deve rispettare la normativa sugli impianti a pavimento, deve cioè garantire che le caratteristiche termiche in possesso, siano conformi alle norme che regolano la stesura dell’isolamento.

Se il pannello ha qualità di isolamento elevate, lo spessore sarà ridotto, se, invece, ha scarse capacità isolanti, necessiterà di uno spessore più alto.

Il foglio in PVC rigido: abbinato al pannello isolante, lo rende più robusto ed impermeabile. È un valido aiuto contro la formazione dell’umidità.

La caldaia: serve ad introdurre l’acqua nel sistema. Può essere a gas metano.

Per riscaldare l’acqua irradiata nel sistema possono essere utilizzati anche pannelli elettrici fotovoltaici o solari-termici oppure pannelli con biomasse.

N.B. La caldaia può essere sostituita da pannelli solari, pompe di calore o altri irradiatori di calore.

I collettori: sono delle valvole che consentono di regolare il flusso dell’acqua che va dalla caldaia alle tubazioni e viceversa.

Il massetto: è lo strato di calcestruzzo e l’elemento riscaldante. È l’ultimo strato del sistema, immediatamente prima del pavimento. Il suo spessore, normalmente, negli impianti più diffusi, è di 5 o 6 cm. Lo spessore minimo che può avere è di 3 cm, secondo la norma vigente.

Ad ogni modo, le misure adatte al massetto vengono determinate dal produttore, in base all’impianto a cui si riferisce.


“Un impianto è per sempre.. o quasi..

se ben curato, la sua aspettativa di vita è di mezzo secolo.”

Come montare l’impianto.

Il primo passo è installare la barriera anti- umidità. Poi si procedere col posizionamento dei collettori in acciaio da collegare all’impianto idraulico che dovrà essere collegato alla caldaia, ai pannelli solari, alle pompe di calore o altro. È possibile utilizzare dei kit di regolazione creati appositamente per regolare il tutto. Una volta fatto questo, si stende l’intonaco. Per il montaggio ed i piccoli lavori puoi trovare informazioni utili su tabbid.com.

montaggio riscaldamento a pavimentoDopodichè, si posiziona una cornice lungo tutto il contorno e poi, al suo interno, si stendono i pannelli di polietilene che costituiscono il sistema isolante. Si deve prestare attenzione a proteggere i collettori mentre si posiziona l’intonaco.

All’interno del perimetro in cui sono stati posizionati i pannelli isolanti, vengono poi posizionate, a serpentina, le tubazioni, ovvero, il sistema idronico, all’interno del quale scorrerà l’acqua, calda o fredda, o una miscela di composti come ad esempio il glicole propilenico.

Quando il procedimento elencato fin qui è terminato, si procede con il posizionamento del massetto. Sopra il massetto andrà poi posizionato il pavimento.

La temperatura non è necessariamente uguale per ogni stanza della casa, infatti, può essere regolata dai termostati in modo tale che ogni stanza abbia la sua temperatura ottimale.